Territorio

La regione confina a nord-ovest con il Molise, a ovest con la Campania, a sud-ovest con la Basilicata ed è bagnata dal mar Adriatico a est e nord e dal mar Ionio a sud, ed è la regione dell’Italia meridionale con la più lunga estensione costiera. Oltre che dal mare, i confini della regione sono segnati dal corso del fiume Fortore, dal Subappennino Dauno e dalla Bradano (depressione bradanica).

Caratteri geomorfologici
Il Gargano è un massiccio costituito in prevalenza da rocce sedimentarie, calcari e dolomie, del Cretacico e del Giurassico per lo più ben stratificate e interessate dal fenomeno di dissoluzione carsica. La parte nord-orientale e meridionale è dominata da terrazzi mentre il versante orientale è fortemente rimodellato dai torrenti.
Lungo tutto il versante meridionale del grande blocco calcareo si rinvengono grandi solchi erosivi che, con andamento radiale, si dirigono verso il mare. Sono localmente denominati “valloni” e sono provocati dall’erosione meccanica del deflusso superficiale e dal disfacimento del substrato calcareo ad opera dei fattori climatici. I bacini sono soggetti a fenomeni di colata detritica che risultano aggravati dalla irregolarità e dalla degradazione della copertura vegetale. Ad eventi intensi e rari, che comportano la mobilitazione di materiali anche di elevate dimensioni, si alternano più frequenti deflussi iperconcentrati che trasportano sedimenti a granulometria eterogenea. Nell’area settentrionale del promontorio si concentrano pochi corsi d’acqua di limitata lunghezza e portata, in genere immissari delle lagune di Lesina e Varano, due specchi d’acqua salmastra. Ricca, invece, l’idrografia sotterranea.

Il sub-Appennino Dauno è caratterizzato da un lato da una porzione pedemontana, costituita da colline dolcemente modellate e incise che danno origine a solchi erosivi poco profondi, dall’altro da versanti più impervi con formazioni di valli strette e incise. Il paesaggio è molto variegato passando dai gradoni di faglie e/o dalle pieghe molto blande, alle zone pressoché pianeggianti o di bassa collina. La morfologia tipica dell’ambiente alto collinare possiede come carattere peculiare la presenza di dorsali allungate in direzione NO-SE e versanti interessati da movimenti di massa variamente estesi. Dal sub-Appennino Dauno hanno origine numerosi corsi d’acqua che, scorrendo in valli fortemente incise, formano un reticolo idrografico a regime torrentizio che si estende nella piana del Tavoliere, delineandone parte dei confini. Il sub-Appennino Dauno costituisce un distretto morfologico in rapida evoluzione per la presenza di frane di varie dimensioni, che trovano condizioni predisponenti nella natura dei terreni affioranti, nella sismicità dell’area, nell’acclività dei luoghi, nella mancanza di una adeguata copertura arborea e nel clima più inclemente qui più che in altre parti della regione.

Il Tavoliere delle Puglie è una vasta pianura ricoperta da sedimenti plio- quaternari, in prevalenza di facies alluvionale appartenenti ai cicli della Fossa Bradanica, di cui il Tavoliere rappresenta la principale
ramificazione verso NE. Nel Tavoliere non sono state individuate forme di dissesto per frana. Un fenomeno rilevante è quello della subsidenza di vaste aree intorno a Foggia, Cerignola, Ortanova. Tale fenomeno è probabilmente riconducibile ad estesi prelievi di acqua dal sottosuolo e, nella zona di Lucera a prelievo di gas ed idrocarburi. Il Tavoliere è solcato da torrenti e canali di modesta portata, con andamento stagionale quali il Candelaro, il Cervaro e il Carapelle.
Le diverse condizioni litologiche e strutturali hanno determinato, con l’azione delle acque correnti, forme di erosione differenziata che costituiscono la peculiarità del paesaggio. Ciò determina processi di trasporto solido con materiale prevalentemente in sospensione, che si mobilita in occasione di eventi di piena anche moderati.
L’area del basso Ofanto, corrispondente al tratto pugliese del bacino idrografico del fiume, è caratterizzata da un paesaggio morfologicamente inattivo costituito da terrazzi alluvionali pleistocenici che identificano il confine tra i rilievi murgiani e il Tavoliere.
L’area è generalmente stabile essendo pianeggiante e debolmente incisa. Il tratto più acclive è quello più prossimo al confine lucano, in corrispondenza dell’attraversamento dei Monti Dauni meridionali nel tratto pedemurgiano.
La valle fluviale presenta un profilo asimmetrico con un versante più acclive sulla destra idrografica e più dolce e degradante sulla sinistra. Lungo l’asta fluviale si rinvengono depositi alluvionali di significativa entità; Proseguendo verso la foce i profili della valle si abbassano fino verso la piana costiera. La foce, inizialmente a delta si è evoluta in un estuario con forte arretramento a causa degli interventi antropici lungo tutta l’asta fluviale.

L’alta Murgia è costituita dal versante dell’altopiano murgiano che guarda verso la fossa bradanica. L’area è caratterizzata da una zona collinare con presenza di rocce calcaree affioranti. Dal punto di vista strutturale le Murge corrispondono ad un rilievo tabulare allungato nello stesso senso della Fossa Bradanica. L’intenso grado di fratturazione e carsificazione dell’altopiano murgiano inibisce la presenza in superficie di corsi d’acqua perenni, favorendo l’infiltrazione delle acque meteoriche nel sottosuolo. Nella porzione più elevata dell’altopiano, ripartita tra la presente zona e la successiva, solchi erosivi sviluppati all’interno di bacini endoreici costituiscono un sistema di corsi d’acqua effimeri che recapitano le loro acque in inghiottitoi carsici.
La terra di Bari comprende parte delle porzioni più elevate dell’altopiano murgiano, ricadenti nei bacini degli impluvi versanti in Adriatico, e una serie di terrazzi Plio-Pleistocenici, raccordati da scarpate debolmente acclivi, che si estendono parallelamente alla costa e a quote progressivamente decrescenti fino alla linea di costa. Come per l’unità precedente la presenza in affioramento di rocce altamente permeabili per fratturazione e carsismo favorisce la rapida infiltrazione delle acque meteoriche in profondità impedendo un prolungato ruscellamento superficiale delle stesse e lo sviluppo di un reticolo idrografico con deflussi permanenti. La blanda morfologia del paesaggio risulta essere interrotta da incisioni erosive (solchi, lame e canali) che nascono in larga misura nella zona collinare e si sviluppano perpendicolarmente alla linea di costa. Si tratta di corsi d’acqua effimeri, caratterizzati generalmente da portate nulle per gran parte dell’anno, che in occasione di eventi meteorici significativi sono interessati da portate tali da non poter essere contenute negli alvei, per di più spesso occupati da colture e manufatti, con conseguente esondazione degli stessi.

 Il Salento è costituito da un substrato rappresentato da una successione di strati e banchi calcarei,
calcareo-dolomitici e dolomie. Sul territorio salentino le forme fluviali non hanno raggiunto uno sviluppo notevole per la presenza di estesi affioramenti di rocce carbonatiche e per l’assetto
geomorfologico dell’area. La combinazione dei fattori orografici e idro-geologici predispone la zona ad un rischio idrogeologico localizzato, soprattutto in corrispondenza di alcuni bacini endoreici recapitanti in inghiottitoi carsici. Le gravine, profonde valli create dall’azione combinata di processi erosivi e carsici, sono il principale elemento morfologico del paesaggio. Le caratteristiche idrografiche dell’ambiente carsico fanno sì che le gravine, generalmente secche nel corso dell’anno, in occasione dei più significativi eventi di pioggia divengano la principale via di deflusso delle acque. Ciò, congiuntamente alla diffusa presenza di ostacoli naturali e antropici allo sbocco delle gravine, rende la fascia costiera estremamente vulnerabile al pericolo di alluvioni. Altra tipologia di pericoli naturali che interessano le gravine è rappresentata dalle frane, estremamente diffuse lungo le ripide pareti delle valli.

Il basso Fortore, include la porzione del bacino del fiume Fortore a valle della diga di Occhito. In tale area si sviluppa la piana alluvionale del bacino che si estende sino alla foce in mare Adriatico. La diga di Occhito è tra le dighe in terra più grandi in Europa, ed intercetta il percorso del fiume Fortore il cui bacino idrografico ha carattere interregionale scorrendo nelle province di Campobasso, Benevento e Foggia. L’invaso artificiale è situato nel comune di Carlantino (FG), e funge da confine naturale tra la Puglia e il Molise per circa 10 km.

Bacini idrografici
Per la caratterizzazione idrografica del territorio sono stati presi in considerazione i bacini (fig. 1) ed il
reticolo idrografico, recentemente individuati dall’AdB Puglia e dalla SOGESID S.p.A., ritenuti i più aggiornati attualmente. Sono stati considerati non solo quelli del Subappennino dauno e del Tavoliere, ma anche quelli della costa adriatica barese e brindisina, i bacini dell’Arco Ionico e gli endoreici del Salento meridionale.

Bacini Idrografici

Bacini idrografici regionali ed interregionali.

 

 

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