Storia del Servizio Idrografico

Il Servizio Idrografico italiano per l’Italia peninsulare e per le grandi isole di Sicilia e Sardegna fu istituito con i Decreti Luogotenenziali del 17 giugno e del 25 ottobre 1917. Il territorio nazionale fu diviso in 8 compartimenti definiti secondo criteri idrografici e facenti capo ad altrettante Sezioni autonome, istituite presso gli Uffici del Genio Civile del Ministero dei Lavori Pubblici. Venne individuato come competente per il dominio del litorale degli Abruzzi, Molise e Puglie il compartimento di Chieti, soppresso dall’ 1 ottobre 1932 e sostituito dalla Sezione di Bari per i bacini con foce al Litorale Adriatico e Jonico dal Lago di Lesina al Galaso. I Servizi Idrografici furono posti sotto la vigilanza del Consiglio Superiore delle Acque, organo consultivo presso il Ministero dei Lavori Pubblici. Con la L. 183/1989, fu stabilito che i Servizi Idrografico e Mareografico locali fossero unificati nel Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale (SIMN) e confluissero nei Servizi Tecnici Nazionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Con l’art. 22 del D.P.R. 85 del  24 gennaio 1991 viene attribuita al SIMN la competenza di provvedere al rilevamento, validazione, archiviazione e pubblicazione delle grandezze climatiche, idrologiche e idrografiche interessanti il reticolo idrografico superficiale e sotterraneo, le lagune, il clima marittimo, i livelli marini ed i litorali. L’art. 23 descrive l’organizzazione del SIMN: una Direzione centrale (con sede a Roma), dieci Uffici compartimentali (Venezia, Parma, Bologna, Pescara, Bari, Catanzaro, Napoli, Roma, Pisa e Genova), sette Sezioni staccate (Udine, Padova, Milano, Torino, Sondrio, Potenza e Firenze) e l’officina di Strà. Ai sensi dell’art. 92, comma 4 del D.Lgs. n. 112 del 31 marzo 1998 “Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59” (Legge Bassanini) gli uffici periferici del Dipartimento dei Servizi Tecnici Nazionali vengono trasferiti alle regioni.

A seguito del  D.P.C.M. del 24 luglio 2002 l’Ufficio Idrografico e Mareografico di Bari per i bacini con foce al litorale adriatico e jonico dal Candelaro al Lato, a far data dall’1 ottobre 2002, viene trasferito alla Regione Puglia per essere incorporato nelle strutture operative regionali, dapprima sotto la Presidenza della Regione e dal 2003 sotto il Servizio Protezione Civile. Con D.G.R. n. 2217 del 23 dicembre 2003 la Regione Puglia ha aderito all’iniziativa per la realizzazione del progetto “Centri Funzionali” per il monitoraggio meteo-idro-pluviometrico ai fini di protezione civile, riconoscendo la prima area funzionale già attiva nell’ambito dell’Ufficio Idrografico e Mareografico di Bari.

Tra le attività istituzionali del Servizio Idrografico, poi divenuto SIMN, rientrava la pubblicazione sistematica degli elementi osservati ed elaborati e di cartografie tematiche. E così già nel 1918 i dati relativi alle osservazioni pluviometriche e idrometriche venivano pubblicati periodicamente nei Bollettini Idrografici, che dal 1921 vennero suddivisi in due fascicoli denominati PARTE I (contenente i principali dati termo/pluviometrici) e PARTE II (contentente i dati idrologici). Nel 1927 vennero denominati Annali Idrologici e dal 1951 si è stabilita una veste editoriale “consolidata” vigente ancora oggi.

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